Arezzo, poco Carnevale ma tanta magia

Feb 15 14:32 2011 Elisa Guiducci Print This Article

Per chi cerca il carnevale o ama solamente viaggiare per ristoranti, Arezzo non è forse la meta più appetibile. Ma per chi ama la storia, la vera storia, quella fatta di polvere, reliquie e avventura, intrighi di castello e arte medievale, Arezzo è sicuramente una buona meta per il weekend.

Per chi cerca il carnevale o ama solamente viaggiare per ristoranti,Guest Posting Arezzo non è forse la meta più appetibile. Ma per chi ama la storia, la vera storia, quella fatta di polvere, reliquie e avventura, intrighi di castello e arte medievale, Arezzo è sicuramente una buona meta per il weekend. Incastonata tra gli Appennini Toscani, Emiliani e le pianure Laziali è facilmente raggiungibile da tutto il Centr’Italia, e ad ogni turista si offre la possibilità di inciampare qua e là, lungo il viaggio, tra le migliori trattorie e ristoranti campestri della penisola. Giunti ad Arezzo, al di là delle basiliche medievali, dello splendido Duomo, della Chiesa di San Francesco e di altre innumerevoli attrattive artistiche, il turista appassionato di storia troverà pane per i suoi denti nell’infinito mercato dell’antiquariato che attraversa tutto il centro storico senza che un solo angolo sia lasciato vuoto. Da quarantadue anni, ogni prima domenica del mese e ogni sabato precedente, Arezzo ospita la famosa fiera antiquaria e il consueto silenzio dell’antica cittadina medievale lascia spazio ad un tripudio di bancarelle e venditori provenienti da luoghi misteriosi i quali vendono per vita e per passione la storia dei secoli passati. Tale e tanta è la densità di queste bancarelle che talvolta è negato l’accesso ai ristoranti, ai bar, agli altri negozi che si incontrano per strada. E come ogni mercato che si rispetti, più che dagli oggetti in vendita si viene attratti dai volti e dalle storie delle persone che si trovano al di là delle bancarelle, uomini e donne che vivono come gitani, girovaghi tra una meta e l’altra per tutta l’Italia e forse anche l’Europa.Passeggiare di domenica mattina per il centro di Arezzo, con una luce opaca e un primaverile timido calore, lento a giungere, mentre qua e là gli ambulanti si risvegliano al passaggio dei primi mattinieri turisti ha un che di incantevole, mentre i millenari mattoncini delle basiliche osservano dall’alto e sembra di camminare in un sogno quieto fatto di nebbia e luci biancastre, dove tutto ancora dorme e i colori della vita attendono l’estate per fare ritorno. È tutto fatto di una strana miscela di calma e desolazione e l’unico spiraglio di luce è dato dalle porte delle Chiese aperte da piccole anziane donne vestite di nero che scivolano dentro le cattedrali in cerca di respiro.Teste d’orate di soggetti grecoromani brillano qua e là, in terra appoggiate dagli antiquari, ostruendo il passo ai cuochi che si attardano per le strade in attesa che inizi il pranzo domenicale presso i ristoranti. Ancora poche persone si vedono in giro, la notte dev’esser stata tarda per i turisti e gli ambulanti pazientemente attendono il pomeriggio. Si è fatta l’ora del pranzo e i ristoranti di Arezzo offrono ai turisti la possibilità di mangiare bene e al giusto prezzo qualunque menù si desideri. E per i veri amanti della storia, fino al 31 aprile 2011, presso il Museo Archeologico Nazionale sarà presente la mostra “L’Antico Egitto ad Arezzo. Il corredo di una nutrice alla Corte del Faraone”.Arezzo capitale della storia, non si smentisce mai.     

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Elisa Guiducci è una giornalista freelance.

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